{"id":665,"date":"2021-10-28T11:06:00","date_gmt":"2021-10-28T11:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/svoltaeuropea.it\/?p=665"},"modified":"2021-10-28T11:06:00","modified_gmt":"2021-10-28T11:06:00","slug":"pensioni-ed-inps","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/?p=665","title":{"rendered":"PENSIONI ED INPS"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pensioni-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-666\" width=\"841\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pensioni-1.jpg 680w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pensioni-1-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ne ho gi\u00e0 parlato diffusamente in passato, ma adesso il tema \u00e8 tornato di grande attualit\u00e0.<br>Il sistema \u201cquota 100! viene fatto decadere e Draghi vuole tornare al sistema Fornero, con pensionamento a 67 anni di et\u00e0, e non ricordo, ma \u00e8 irrilevante, quanti anni di contribuzione. Si sprecano le rimostranze e le proposte: quota 102, quota 104, quota periscopio \u2026<br>Non uno, a partire da Draghi, che avanzi una proposta di riforma STRUTTURALE, attesa da sempre. Ma partiamo dalle basi, dal \u201cpensiero semplice\u201d, contrapposto al pensiero complesso, ma disarticolato, che caratterizza il modo di ragionare di gran parte degli Italiani, e certamente di tutta la burocrazia statale e dintorni. La pensione \u00e8 un pagamento rateizzato basato su alcuni decenni di contribuzione da parte del cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p>Per semplicit\u00e0 di comprensione, supponiamo che ogni cittadino, direttamente o attraverso la quota aziendale versata a valere sul suo reddito lordo reale, sia ancora il 33% (non ho controllato). Supponiamo che un cittadino abbia un reddito lordo di 3\u2019000 \u20ac mensili su 12 mesi (36\u2019000 \u20ac annui) e che versi all\u2019INPS il 33%, cio\u00e8 1000 \u20ac al mese, 12\u2019000 \u20ac all\u2019anno. Supponiamo che effettui 30 anni di versamenti; supponiamo che in questi 30 anni l\u2019inflazione sia pari a zero, ed il suo reddito sia costante.<br>Che pensione avrebbe maturato il nostro cittadino?<br>In 30 anni il cittadino avrebbe versato 360\u2019000 \u20ac (12\u2019000 x 30). Andando in pensione dopo 30 anni avrebbe diritto a ricevere 18\u2019000 \u20ac all\u2019anno per 20 anni, ad esempio. Poi basta. E 18\u2019000 \u20ac sono il 75% di quello che fu il suo reddito da lavoro al netto di contributi per 30 anni (24\u2019000 \u20ac\/anno, 2\u2019000 \u20ac\/mese, che adesso diventano solo 1\u2019500 \u20ac\/mese).<\/p>\n\n\n\n<p>E se il cittadino pensionato campa oltre quei 20 anni dopo il pensionamento?<br>Deve percepire di meno, per un periodo pi\u00f9 lungo. Il cittadino inconsapevole, invece, si aspetta di percepire per un tempo molto lungo una pensione prossima al suo ultimo reddito da lavoro e con una anzianit\u00e0 contributiva non molto lunga.<\/p>\n\n\n\n<p>Quota 100 era un buon compromesso, se inteso anche in maniera pi\u00f9 flessibile, con et\u00e0 pensionabile a 60 anni, ad esempio, e 40 anni di contribuzione, oppure pensionamento a 65 anni con 35 anni di contribuzione. Ma con quanta pensione?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il problema economico non \u00e8 QUANDO vai in pensione, ma con quanti soldi, in rapporto a quanto hai versato. In astratto si potrebbe andare in pensione anche dopo soli 20 anni di versamenti, ma resta da vedere a che et\u00e0 e quindi con quale aspettativa di vita, e quindi con quanti soldi di pensione. Va detto tuttavia che, stante il fatto che il nostro sistema pensionistico \u00e8 a ripartizione, e non ad accumulo, cio\u00e8 i versamenti di oggi servono a pagare le pensioni di oggi, a fronte dei versamenti di ieri, ogni cittadino deve contribuire per un minimo di anni al fondo pensioni da distribuire, altrimenti non ci sarebbe capienza, tenuto anche conto della ridotta base contributiva a fronte di una elevatissima base distributiva di pensioni. Questi sono i termini del problema su cui ragionare.<\/p>\n\n\n\n<p>La rigidit\u00e0 della politica sulle formule, invece, denota l\u2019assenza degli elementi di base del ragionamento, che debbono partire da un calcolo razionale, attendibile, del valore della contribuzione all\u2019INPS e quindi del valore di risparmio cumulato da restituire al contribuente. Gi\u00e0, perch\u00e9 la mia semplificazione, a scopo esplicativo, parte dall\u2019ipotesi di reddito monetario costante e di inflazione zero, ci\u00f2 che non \u00e8. INPS, nei suoi estratti conto, elenca gli anni e mesi di contribuzione, il reddito imponibile del cittadino e l\u2019importo dei suoi versamenti. In queste cifre non figura alcun calcolo attuariale: i versamenti fatti 30 o 40 anni orsono non possono essere calcolati nel monte pensione da distribuire negli anni a parit\u00e0 di valore monetario. Questo anche perch\u00e9 i redditi attuali, su cui viene calcolato il 33% di contribuzione, sono redditi attualizzati, pi\u00f9 o meno, agli anni di inflazione.<br>Nessuno guadagna in termini monetari le stesse cifre di 30 o 40 anni prima. Ecco, su questo INPS tace. Nessun cittadino sa COME viene calcolata la sua pensione a partire da quelle tabelle di estratto conto dei versamenti. Eppure questo metodo di calcolo \u00e8 quello che conta veramente, perch\u00e9 da questo dipende tutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta stabilito in maniera indiscutibile ed obiettiva che il cittadino, dopo X anni di contribuzione, ha maturato un monte pensionistico Y, superata una soglia minima di et\u00e0 pensionabile (poniamo 30 anni) deve poter andare in pensione quando vuole, per sua autonoma scelta, con una pensione annua pari al rapporto tra il monte pensionistico accumulato e la differenza tra l\u2019aspettativa di vita media e la sua et\u00e0 anagrafica. Se il cittadino vuole andare in pensione presto, affari suoi: avr\u00e0 una pensione inferiore, per il resto della sua vita. Se preferisce lavorare a lungo, versando i contributi, avr\u00e0 una pensione superiore, perch\u00e9 il monte contributivo cresce e verr\u00e0 diviso per un numero di anni inferiore, ferma restando l\u2019aspettativa di vita e crescendo l\u2019et\u00e0 a cui il soggetto va in pensione.<\/p>\n\n\n\n<p>E se un cittadino preferisce andare in pensione il pi\u00f9 presto possible (fatta salva l\u2019et\u00e0 minima stabilita) e poi continuare a lavorare senza versamenti INPS, quindi congelando la crescita del suo monte pensioni, perch\u00e9 no? Percepir\u00e0 una pensione modesta e la integrer\u00e0 col suo lavoro, sino a quando potr\u00e0, e poi continuer\u00e0 a vivere con la sua modesta pensione, e con i risparmi eventualmente accumulati.<br>E va detto che, in seguito, le pensioni DEVONO essere adeguate secondo l\u2019inflazione ufficiale, nella stessa misura in cui lo sono i redditi da lavoro, perch\u00e9 sono i contributi di chi lavora che sostengono i versamenti pensionistici.<\/p>\n\n\n\n<p>Capite quindi che il VERO problema \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019INPS di attribuire un valore sostenibile ai versamenti nel corso di decine d\u2019anni. Il solo modo che sanno adottare \u00e8 quello di confrontare entrate ed uscite, stimolando restrizioni sulle uscite, se le entrate non coprono le uscite, senza incidere sul valore individuale delle uscite, che forse sono calcolate male, creando sperequazioni tra chi percepisce pensioni forse troppo elevate e chi non riesce ad andare in pensione quando vorrebbe o dovrebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 il CARROZZONE INPS, con il suo burocratismo incompetente. E la politica, di fronte ad INPS, si ferma, perch\u00e9 non \u00e8 in grado di mettere le mani nei conti, ed INPS neppure glielo lascerebbe fare, anche perch\u00e9, forse, se si potesse fare, una massa di persone si dovrebbe licenziare, a partire dai vertici.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto tutto questo, per\u00f2, una VERA riforma strutturale dell\u2019INPS, capace di rendere il sistema pensionistico strutturalmente in equilibrio, richiede alcuni interventi di dimensione epocale:<\/p>\n\n\n\n<p>1. Separazione NETTA tra previdenza (restituzione dei versamenti a chi li ha effettuati) ed assistenza, ovvero sostegno economico a chi per diversi motivi non ha maturato una pensione ed ha diritto ad essere sostenuto dalla collettivit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>2. Distribuzione del monte contributivo annuo (la somma di tutti i versamenti effettuati da chi lavora) a tutti i pensionati in essere, secondo le quote di ciascuno. Il concetto implica attribuire a ciascun pensionato una QUOTA del monte contributivo annuo, calcolata come rapporto tra il monte dei versamenti individuali accumulato, attualizzato, ed il monte complessivo dei versamenti di tutti i pensionati in vita. Questo significa percepire una pensione VARIABILE ogni anno, che sale se sale il reddito nazionale di chi lavora e versa contributi, e scende se cala il lavoro, e quindi la contribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>3. Calcolare il valore attualizzato della contribuzione individuale ai fini pensionistici in maniera trasparente, chiara e comprensibile. Solo in questo modo si possono calcolare le quote individuali del monte contributivo previdenziale in maniera inequivocabile, accettando le variazioni di reddito che fanno parte della natura delle cose, perch\u00e9 il REDDITO FISSO \u00e8 una distorsione introdotta dalla Sinistra, ma il reddito delle imprese, piccole o grandi, non \u00e8 mai fisso, ed \u00e8 quel reddito che viene distribuito ai dipendenti. Non vedo perch\u00e9 questo reddito non debba essere correlato con il reddito d\u2019impresa, quindi variabile, e non vedo perch\u00e9 le pensioni, che gravanop su questo reddito, non debbano essere anche loro variabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Un discorso aparte vale per i dipendenti pubblici, il cui reddito dovrebbe, anch\u2019esso, essere variabile, correlato alle entrate dello Stato, entrate a loro volta dipendenti dalla capacit\u00e0 di contribuzione fiscale di chi lavora e produce reddito per tutti. Tutto questo, che sarebbe il solo modo razionale, equo ed incontestabile di procedere, non si realizzer\u00e0 mai; noi amiamo il privilegio, la sicurezza illusoria del posto fisso e del reddito fisso, le furbate, l\u2019assenza di ogni trasparenza, il favoreggiamento delle lobbies, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo paese senza speranza tutto pu\u00f2 solo andare sempre peggio, e fortunati coloro che, come me, tutto sommato, a conti fatti, hanno vissuto in tempi migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ing. Franco Puglia<\/p>\n\n\n\n<p>28 Ottobre 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne ho gi\u00e0 parlato diffusamente in passato, ma adesso il tema \u00e8 tornato di grande&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22],"tags":[89,103,135,145],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/665"}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=665"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/665\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}