{"id":1008,"date":"2019-11-15T17:56:00","date_gmt":"2019-11-15T17:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/svoltaeuropea.it\/?p=1008"},"modified":"2019-11-15T17:56:00","modified_gmt":"2019-11-15T17:56:00","slug":"nuove-tecnologie-di-autotrazione-circolazione-veicolare-urbanaed-inquinanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/?p=1008","title":{"rendered":"NUOVE TECNOLOGIE DI AUTOTRAZIONE, CIRCOLAZIONE VEICOLARE URBANA<br>ED INQUINANTI."},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"537\" src=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nuovi-motori-per-autotrazione-1024x537.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1009\" srcset=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nuovi-motori-per-autotrazione-1024x537.jpg 1024w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nuovi-motori-per-autotrazione-300x157.jpg 300w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nuovi-motori-per-autotrazione-768x403.jpg 768w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nuovi-motori-per-autotrazione-1536x806.jpg 1536w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Nuovi-motori-per-autotrazione.jpg 1633w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli elementi del \u201cproblema\u201d sono :<br>&#8211; Il teorema dalla CO2 come gas ad effetto serra, una verit\u00e0 incontestabile per molti, una montatura internazionale per tanti altri. Se la CO2 non venisse considerata <strong>IL<\/strong> problema, cadrebbe ogni spinta verso la ricerca di nuovi combustibili (idrogeno) o forme diverse di autotrazione (elettrica).<br>Questo teorema sta muovendo interessi economici miliardari, con nuovi sviluppi tecnologici in vari settori, automotive in testa, e indotto.<br>&#8211; L\u2019inquinamento atmosferico determinato dalla combustione di derivati del petrolio, che non riguarda soltanto l\u2019automotive, ma anche gli impianti termici in genere.<br>Questi inquinanti si traducono essenzialmente in produzione di NOx, vale a dire ossidi di azoto, determinati dal fatto che bruciamo ARIA (che contiene azoto) non ossigeno puro, e questo inquinante viene prodotto sia dai combustibili pesanti che leggeri, incluso l\u2019idrogeno puro. <br>Inoltre abbiamo monossido di carbonio (poco) e polvere di carbonio puro (le polveri sottili), inquinante, quest\u2019ultimo, che viene prodotto in grande quantit\u00e0 dagli inceneritori di rifiuti, eppure filtrato ed abbattuto a quantit\u00e0 cos\u00ec trascurabili da risultare incredibili (impianti A2A di Figino e Brescia). <br>Forse basterebbero filtri sugli scarichi delle auto \u2026<br>&#8211; La congestione del traffico : la densit\u00e0 di popolazione nei grandi centri urbani e la distribuzione non ottimale dei posti di lavoro rispetto ai luoghi di residenza determina flussi di traffico automobilistico privato, ma anche ferroviario e di trasporto pubblico su gomma, molto importanti. <br>Viene attribuito ai trasporti su gomma, privati, pubblici e commerciali, un contributo preponderante alla produzione di inquinanti dell\u2019aria. <br>Anche ammesso che sia vero, e non lo \u00e8, non esiste un modo per determinare quanto contribuiscano, ad esempio, alla produzione di polveri la combustione dei motori, il consumo dei pneumatici e quello dei sistemi frenanti. In altri termini : anche un\u2019autovettura con motore elettrico produce polveri sottili.<br>Le norme : norme europee (e non solo) impongono precisi limiti di emissione di CO2 ed agenti inquinanti a tutti i motori a combustione interna, nonch\u00e9 limiti di tollerabilit\u00e0 della concentrazione di inquinanti nell\u2019aria. La normativa italiana ha recepito tali norme, che sono molto stringenti, con limiti difficili da raggiungere, tanto che questo ha costretto alcune grandi case automobilistiche a \u201ctruccare le carte in tavola\u201d, cosa nota alla pubblica opinione, con uno scandalo nato negli USA. <br>La classificazione Euro_x per le autovetture mette in evidenza l\u2019emissione di CO2 (che NON \u00e8 un inquinante), pi\u00f9 che non le concentrazioni di inquinanti.<br>Norme locali (Regione Lombardia e Milano) prevedono la progressiva dismissione degli automezzi meno recenti sulla base di queste classificazioni, legate pi\u00f9 alla produzione di CO2 che di inquinanti, e non ci sono prescrizioni sulla qualit\u00e0 dei combustibili usati, che non sono tutti identici, ma suscettibili di produrre inquinanti in maniera minore o maggiore. Qui per\u00f2 regna il silenzio.<br>Ma Area C ed Area B a Milano non sono silenziose : area B in particolare ha scatenato le proteste tra gli utenti ; infatti le condizioni economiche dei pi\u00f9 non consentono di investire molti soldi in un bene ad elevato tasso di svalutazione, come l\u2019auto.<br>Aggiungiamo che oggi l\u2019utente non sa che auto acquistare, perch\u00e9 potrebbe essere rapidamente obsoleta. Nessuno investe a perdere, e questo potrebbe indurre una flessione nel mercato automotive, che spera invece in un rilancio grazie ad auto elettriche o ibride.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le soluzioni :<\/strong><br>Sono di due tipi principali :<br>&#8211; Nuove motorizzazioni, con nuovi combustibili, oppure con auto a trazione elettrica o ibrida<br>&#8211; Abbandono dell\u2019automobile come mezzo di trasporto, a favore dei soli mezzi pubblici e di mezzi di trasporto pi\u00f9 rudimentali: biciclette, monopattini e simili, a batteria o meno. <br><br><strong>Le nuove motorizzazioni :<\/strong><br>&#8211; Idrogeno : il metodo di produzione pi\u00f9 semplice parte dal metano e produce idrogeno ed anidride carbonica, ancora, ma concentrata nei luoghi di produzione. Ma bruciare idrogeno non impedisce la produzione di Nox, ed il gas va a bordo auto liquefatto ! Una bomba a bordo auto. Ed il rifornimento ? Roba da stazione spaziale ! Eppure lo stanno sperimentando. Potremmo bruciare pi\u00f9 semplicemente metano, o alcool, se il teorema dalle CO2 non ci legasse le mani.<br>&#8211; Motore elettrico : la cosa pi\u00f9 facile del mondo, disponendo di elettricit\u00e0. Quindi batterie.<br>Ci sono buone tecnologie per le batterie, oggi. Saranno migliori, domani, per\u00f2 \u2026<br>Mi concederete che qualsiasi batteria presente e futura sia basata su un processo chimico.<br>Mi concederete che i processi chimici sono sempre esotermici o endotermici.<br>La carica delle batterie \u00e8 un processo esotermico. Significa che produce calore.<br>I processi chimici ad alta velocit\u00e0 di trasformazione hanno carattere esplosivo.<br>Quindi per ricaricare una batteria ci vorr\u00e0 sempre TEMPO \u2026<br>La potenza necessaria per l\u2019autotrazione \u00e8 MOLTO elevata, in termini elettrici. Significa alta tensione e correnti elevate. In USA le utenze domestiche sono a 110 Volt (da noi 220 Volt) per ragioni di sicurezza (fulminazione elettrica). Le auto elettriche sono alimentate da batterie a 400 Volt !!! A tensioni pi\u00f9 basse le correnti elettriche e la dimensione dei cavi elettrici sarebbero troppo alte.<br>L\u2019ideale per un\u2019auto elettrica \u00e8 una tensione ragionevolmente molto alta.<br>&#8211; E la tecnologia delle batterie al Litio, molto diffusa, usa un metallo particolare (il Litio) con una affinit\u00e0 elevatissima, ed esplosiva, per l\u2019acqua, come i pompieri hanno scoperto a spese loro. <br>Le auto, qualche volta, hanno incidenti, anche disastrosi \u2026<br>&#8211; Le auto ibride : non molto diverse, concettualmente, dalle autovetture di Formula 1 con i Kers : piccola batteria, ricaricabile dal motore elettrico di bordo, autonomia limitata, magari insufficiente ad un percorso cittadino nel traffico. Ed il surplus di energia di ricarica della batteria viene da un surplus di impiego di combustibile, quando l\u2019auto va col motore endotermico. C\u2019\u00e8 il recupero di energia in frenata, ma \u00e8 limitato. Quindi la produzione di inquinanti non cambia : viene solo dislocata altrove.<br><br><strong>Abbandono dell\u2019automobile come mezzo di trasporto :<\/strong><br>Impone un cambio RADICALE dello stile di vita. Quello odierno \u00e8 fondato sulla mobilit\u00e0.<br>Quello dei secoli scorsi, prima della macchina a vapore e poi a derivati di petrolio, era fondato su una societ\u00e0 stanziale agricola, con una mobilit\u00e0 minimale assicurata dai cavalli.<br>La mobilit\u00e0 \u00e8 una funzione individuale, prima che collettiva : nessuno di noi cammina con le gambe degli altri, ciascuno di noi ha le sue destinazioni ed i suoi orari per raggiungerle.<br>Gli strumenti sostitutivi recentemente emersi, o riemersi, (biciclette, monopattini, scooters elettrici) sono idonei ad una popolazione molto giovane, o al massimo di mezza et\u00e0, certo non per la popolazione pi\u00f9 anziana. Per quest\u2019ultima persino i mezzi pubblici sono spesso non idonei.<br>E si tratta di mezzi adatti a coprire distanze limitate. Inoltre un trasporto pubblico che davvero raggiunga tutti e consenta un trasporto ragionevolmente rapido a qualsiasi destinazione avrebbe costi non sostenibili, perch\u00e9 crescenti in maniera esponenziale con l\u2019efficienza. E gli automezzi trasportano anche cose, non solo persone. Quindi questa scelta, cara all\u2019attuale amministrazione meneghina, \u00e8 una scelta di morte per la citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il vero obiettivo qual\u2019\u00e8 ?<br>Quando si interviene su qualcosa DEVE esserci una ragione, una motivazione.<br>Si dice : inquinamento dell\u2019aria, riscaldamento globale.<br>L\u2019aria che respiriamo NON \u00e8 PURA, cio\u00e8 composta esclusivamente da azoto ed ossigeno.<br>E non lo \u00e8 mai stata da che mondo esiste.<br>Le foreste che bruciano, ci sono sempre state, e producono nell\u2019aria pi\u00f9 inquinanti del petrolio.<br>Nel nostro mondo pi\u00f9 primitivo bruciavamo la legna per scaldarci, oggi si brucia il pellet, anche a Milano.<br>La legna \u00e8 molto pi\u00f9 inquinante del petrolio. Quello che conta \u00e8 la QUANTITA\u2019 dei prodotti di combustione nell\u2019aria, e se la concentrazione che raggiungono sia credibilmente nociva, oppure no.<br>Ho svolto una piccola indagine sulla mortalit\u00e0 milanese per malattie polmonari, che \u00e8 illuminante.<br>La Citt\u00e0 Metropolitana di Milano conta circa 3,2 milioni di abitanti dove, secondo l&#8217;ISTAT, ogni anno muoiono da 2000 a 2500 persone per patologie polmonari: una percentuale dell&#8217;ordine dello 0,06% .. 0,07% della popolazione.<br>Il 30% circa di queste morti, avviene per polmonite batterica o virale, il restante 70% per altre cause indeterminate. Ipotizzando per assurdo che l&#8217;inquinamento atmosferico (compreso quello da polveri<br>sottili) sia il solo responsabile di queste altre cause, il 70% di quello 0,07%, cio\u00e8 lo 0,05% della popolazione che muore ogni anno, sarebbe &#8220;morta da smog&#8221;. In questo conteggio non abbiamo<br>volutamente considerato che fra tutte queste cause di morte c&#8217;\u00e8 anche il fumo di sigaretta.<br>E ci sono gli anziani, per i quali la causa di morte \u201cnaturale\u201d \u00e8 in genere cardiaca o polmonare.<br>Nella sola Milano capoluogo (1,35 Milioni) le persone con et\u00e0 superiore ad 80 anni sono 102&#8217;000, pari al 7,5% della popolazione.<br>In assenza di altri dati possiamo assumere con buona approssimazione statistica che questa percentuale sia valida anche per l&#8217;area pi\u00f9 vasta della Citt\u00e0 Metropolitana.<br>A Milano Metropolitana, nel 2017, sono morte 31&#8217;187 persone. Di queste, quelle morte per malattie polmonari (attorno a 2500 nel 2016) rappresentano l&#8217;8% del totale. Escludendo il 30% delle morti per malattie polmonari di origine batterica, scendiamo al 5,6%. Anche paragonando dati del 2016 e del 2017, tra un anno e l&#8217;altro le differenze introducono un errore statistico modesto.<br>Questi numeri mettono in evidenza come le malattie polmonari NON sono la causa prevalente di morte a Milano: nel peggiore dei casi rappresentano meno del 6% dei decessi, fermo restando che la maggioranza di questi interessa la popolazione ultraottantenne (oltre il 7% di quella milanese).<br>Sulla base di questi dati, accusare la viabilit\u00e0 automobilistica di provocare migliaia di &#8220;morti da smog&#8221; \u00e8 insostenibile. Per affermare il contrario servirebbero dati epidemiologici pi\u00f9 accurati: li abbiamo chiesti all&#8217;Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, che ci ha gentilmente indirizzato alle fonti dei dati citati. <br>Ecco la loro risposta:<br>&#8220;Con la presente sono ad inviarle alcune tabelle riguardanti i tassi di mortalit\u00e0 per malattie del sistema respiratorio a Milano ed in Lombardia nel periodo 2010 &#8211; 2016 ed i ricoveri per malattie del sistema respiratorio, nel periodo 2014 -2017, a Milano, stratificati per genere e classi di et\u00e0, ed in Lombardia, nel periodo 2010-2016, sul totale della popolazione.<br>E aggiunge : \u2026 non \u00e8 possibile disporre di dati sulle cause di tali malattie (da patogeni, da fumo, da inquinanti, altre cause \u2026) se non mediante specifici studi epidemiologici che a nostra conoscenza non risultano essere stati condotti. &#8220;<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questo vuoto di informazioni attendibili le amministrazioni locali e gran parte della stampa agitano il fantasma dei morti da smog, per giustificare ogni tipo di provvedimento di limitazione all&#8217;uso dei veicoli, senza nemmeno investire risorse per combattere le MAGGIORI e comprovate cause di morte, come gli eccessi alimentari, l&#8217;alcool, le droghe eccetera. <br>E cosa dire invece delle patologie polmonari di origine batterica, dimenticando che queste si diffondono grazie ai luoghi affollati (centri commerciali, e soprattutto trasporto pubblico) ?<br>Morire di broncopolmonite va bene, purch\u00e9 sia batterica e non da inquinamento ? <br>I sistemi di trasporto dell\u2019aria in ambienti chiusi ed affollati sono veicoli di contagio spaventosi, ed a Milano \u00e8 tornata ormai da anni anche la TBC.<br>Ed il riscaldamento globale ?<br>Intanto, drammatiche limitazioni allo stile di vita dei milanesi, quand\u2019anche fossero motivate, sono una goccia nel mare, con una popolazione mondiale di 7,5 miliardi di anime, che ha bisogni impellenti e vitali di consumo energetico e se ne infischia delle nostre sensibilit\u00e0.<br>Ma in secondo luogo, quand\u2019anche volessimo assumere un ruolo di guida etica per il mondo intero, forse dovremmo ricordare che la formazione dei deserti nordafricani, e non solo di quelli, non \u00e8 stata opera dell\u2019uomo, ma lo precede. Forse dovremmo ricordare che ere glaciali ed ere calde si sono succedute da sempre, sul pianeta, e che il colle del Teodulo, tra Italia e Svizzera, oggi coperto dal ghiacciaio, veniva transitato con i muli, secoli fa, dalle popolazioni a nord delle Alpi.<br>Noi consumiamo una enorme quantit\u00e0 di energia, usando le varie fonti (fossili e rinnovabili).<br>E\u2019 ragionevole assumere che una parte di tutta questa energia prodotta non venga irradiata nello spazio e venga conservata (circa il 70%) in atmosfera. Non occorre scomodare le fantasiose teorie sui gas serra (CO2) per capire questo. Ma quello su cui TUTTI, scienza compresa, sorvolano, \u00e8 che ogni fonte di energia, inquinante oppure no, alla fine dei suoi processi di sfruttamento, diventa CALORE, anche l\u2019energia dei pannelli solari, anche quella eolica e quella idraulica. Se la sola fonte di energia planetaria fosse quella idraulica e consumassimo energia nella medesima misura, il calore ceduto all\u2019atmosfera non cambierebbe.<br>E allora come contrastare tutto questo ? Esiste un solo modo conosciuto, naturale : la riforestazione, che trasforma il calore, comunque prodotto, e la CO2 dell\u2019aria in massa lignea, con l\u2019aiuto dell\u2019acqua e dei sali minerali, tra cui quelli azotati, i nitrati che, guarda caso, gli NOx atmosferici contribuiscono a produrre grazie alle piogge e ad altri sali presenti nel terreno.<br>Niente CO2 nell\u2019aria = niente vegetazione = niente vita animale sulla terra. <br>E\u2019 chiara a tutti questa semplice cosa ? Noi invece, su scala planetaria, distruggiamo le foreste, lasciandole bruciare, e non riforestando, in seguito, mentre crediamo di risolvere i nostri problemi lasciando ferme le auto ed andando in bicicletta. Molte persone dovrebbero riflettere seriamente \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ing. Franco Puglia<br>15.11.2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli elementi del \u201cproblema\u201d sono :&#8211; Il teorema dalla CO2 come gas ad effetto serra,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,9,19],"tags":[36,119,126],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1008"}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1008\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}