{"id":766,"date":"2017-03-28T14:19:00","date_gmt":"2017-03-28T14:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/svoltaeuropea.it\/?page_id=766"},"modified":"2017-03-28T14:19:00","modified_gmt":"2017-03-28T14:19:00","slug":"europa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/?page_id=766","title":{"rendered":"EUROPA"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Eurounione-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-781\" width=\"840\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Eurounione-2.jpg 512w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Eurounione-2-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per altre informazioni accedere al seguente LINK:<br><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1S7-m1t_5JUfUu7rRwYinQ84nGfzdYAww?usp=share_link\">https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1S7-m1t_5JUfUu7rRwYinQ84nGfzdYAww?usp=share_link<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE DELL&#8217;UNITA&#8217; EUROPEA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL DATO DI FATTO DELL&#8217;UNITA&#8217; EUROPEA<br><\/strong>I popoli europei del 21\u00b0 secolo sono il prodotto di oltre 2000 anni di Storia, una storia di conflitti, di migrazioni, di evoluzione culturale che nasce nella Grecia antica per poi estendersi su tutto il continente attraverso l&#8217;Impero Romano, senza estinguersi dopo la sua caduta, ma trasformandosi ed evolvendo con la progressiva partecipazione dei popoli nordici ad un processo nato nel cuore del mediterraneo.<br>L&#8217;Europa esiste come entit\u00e0 storica, etnica e culturale a s\u00e9 stante, a prescindere dai modi della sua evoluzione, dalle lingue parlate, dalle diverse abitudini consolidate di popoli che hanno in comune pi\u00f9 cose di quante invece li distinguano tra loro.<br>A questa unit\u00e0 europea di fatto non sono estranei l&#8217;aspetto religioso che ha caratterizzato l&#8217;Europa con la nascita e lo sviluppo del cristianesimo, che le ha impresso una caratteristica culturale propria, ben distinta da quella asiatica o africana, come non sono estranee le influenze determinanti della cultura greco-romana ed anche di quella araba, per un certo periodo, che hanno posto le basi di una scrittura comune e di una matematica comune. L&#8217;UNITA&#8217; EUROPEA \u00e8 un dato di fatto, \u00e8 va ben oltre quella politica.<br>Uscire dall&#8217;Unione Europea intesa come entit\u00e0 politica, come hanno fatto gli inglesi, non li rende solo per questo estranei all&#8217;Europa: restano europei a tutti gli effetti.<br>Un sguardo sereno al resto del mondo \u00e8 sufficiente a farci rendere conto della differenza che ci distingue dai popoli degli altri continenti, senza voler con questo dare giudizi di merito, ma volendo semplicemente esprimere una IDENTITA&#8217; NAZIONALE EUROPEA di fatto, fondata su ragioni storiche, etniche e culturali, una identit\u00e0 che se ne infischia dell&#8217;Unit\u00e0 Politica, perch\u00e9 la precede, ed \u00e8 indipendente da questa.<br>Queste semplici considerazioni emergono da uno sguardo sereno verso la nostra realt\u00e0.<br>L&#8217;aspetto politico dell&#8217;unit\u00e0 europea, espresso oggi dalla spesso contestata FORMA che gli stati europei emersi dal &#8216;900 si sono dati, \u00e8 quasi secondario rispetto al SENTIMENTO di appartenenza che deve coinvolgere tutti i popoli europei quando, confrontandosi con quelli degli altri continenti, possono affermare senza tema di smentita : NOI SIAMO EUROPEI, qualsiasi cosa questo possa o voglia significare.<br>NOI SIAMO EUROPEI, di lingua tedesca, spagnola, italiana, o di una qualsiasi delle tante lingue parlate nel continente, figli di un territorio che confina col mare, o che confina con altri territori continentali, abitanti di terre ricche di una loro specificit\u00e0 storica e culturale, che non coincide con i confini degli stati emersi dal &#8216;900, frutto di lotte di conquista, di compromessi territoriali, di nazionalismi a loro volta figli di un percorso storico di ricerca di una forma di governo comune.<br>L&#8217;aspirazione all&#8217;unificazione politica dell&#8217;Europa \u00e8 gi\u00e0 quella dell&#8217;Impero Romano, che prosegue con Carlo Magno, e poi con i regnanti di Francia e d&#8217;Austria, mai forti abbastanza per imporre un regno unico d&#8217;Europa, un impero continentale. Ultimo folle tentativo quello tedesco di Hitler.<br>Tutto questo deve farci capire che l&#8217;Unit\u00e0 Europea \u00e8 stata nei secoli un BISOGNO, una percezione di inevitabilit\u00e0, comunque originata e trasmessa.<br>Questo bisogno si espresse, in quelle epoche, attraverso la volont\u00e0 di dominio imposta con le armi, quando la Democrazia era solo un ricordo letterario degli studi classici sulla Grecia antica.<br>Oggi \u00e8 diverso : i regni non si chiamano neppure pi\u00f9 con questo nome, o quasi, neppure dove formalmente si conservano le dinastie regnanti (Inghilterra, Olanda, Belgio ..).<br>Tutti gli stati europei sono \u201cdemocrazie imperfette\u201d. Oggi il sogno europeista \u00e8 a portata di mano.<br>Oggi un&#8217;Europa dei popoli europei, capace di superare gradualmente la rigida struttura dei vecchi stati nazionali \u00e8 possibile, \u00e8 a portata di mano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;OPPORTUNITA&#8217; DELL&#8217;UNIONE POLITICA EUROPEA<\/strong><br>Ci chiediamo se un&#8217;unit\u00e0 politica europea sia desiderabile, oppure no. Le risposte possono essere molte, motivatamente a favore o a sfavore. Ma bisogna capire DI CHE COSA stiamo parlando.<br>Anche all&#8217;interno degli attuali stati nazionali esistono spinte politiche autonomiste di alcuni territori che, per le loro caratteristiche geografiche, economiche, linguistiche o anche storiche, ritengono di avere diritto ad un&#8217;amministrazione completamente autonoma.<br>Basti pensare alla Scozia, ma anche al Galles, nel Regno Unito, alla Catalogna ed ai paesi Baschi in Spagna, all&#8217;Alto Adige in Italia, alla distinzione tra Fiamminghi e Valloni in Belgio, e forse anche in Germania esistono ambizioni autonomistiche dal potere centrale.<br>Queste spinte autonomistiche appaiono esprimere un&#8217;esigenza opposta a quella di una sola Grande Europa, ma non \u00e8 cos\u00ec : \u00e8 vero il contrario.<br>Le spinte autonomistiche portano alla frammentazione territoriale, che ha una sua ragion d&#8217;essere, perch\u00e9 porta il governo del popolo pi\u00f9 vicino al popolo, e questa \u00e8 una aspirazione pi\u00f9 che legittima in democrazia. La frammentazione, sulla base delle proprie specificit\u00e0, non ha virtualmente alcun limite e questo fa comprendere come una frammentazione spinta, che corrisponde ad una maggiore democrazia, possa e debba essere controbilanciata da una UNIONE di questi frammenti, per rafforzarsi nel perseguire gli interessi comuni che il singolo frammento non \u00e8 in grado di sostenere con le sue sole forze.<br>Una UNIONE POLITICA EUROPEA trova il suo moderno significato nell&#8217;unione dei tanti frammenti che la compongono, e che danno all&#8217;Europa quella ricchezza di contenuti umani e storici che la contraddistingue.<br>Il superamento graduale dei vecchi stati continentali per costruire l&#8217;Unione dei popoli europei \u00e8 un percorso, non privo di ostacoli, ma possibile, meno difficile se si abbandona la vecchia concezione imperiale di una Europa che IMPONE a favore di un&#8217;Europa che UNISCE le specificit\u00e0, assumendosi un ruolo esclusivamente FEDERALE, con attribuzioni politiche proprie di un grande stato federale, rinunciando a priori ad occuparsi di tutto quello che pu\u00f2 essere agevolmente svolto in ambito territoriale.<br>Ci\u00f2 che va messo a fattor comune in fondo non \u00e8 molto, ma pesa molto.<br>Parliamo di quanto sin qui gi\u00e0 messo in atto, come la libera circolazione delle merci e delle persone, la moneta unica europea, con una sola politica monetaria, ma anche un sistema di difesa comune europea, perch\u00e9 se un sistema di difesa deve esistere, questo riguarda potenziali conflitti al di fuori dei confini europei, certo non al loro interno. E questo implica anche una politica estera comune, frutto di una volont\u00e0 di coordinamento degli interessi dei vari territori al di fuori dei confini europei, perch\u00e9 aver voluto superare i conflitti interni all&#8217;Europa implica necessariamente che tali conflitti potenziali non abbiano l&#8217;occasione di riprodursi al di fuori dei suoi confini.<br>Implica anche una politica di progressiva convergenza delle regole per l&#8217;amministrazione della Giustizia, perch\u00e9 non pu\u00f2 esistere una Giustizia \u201cterritoriale\u201d, non pu\u00f2 essere che i cittadini europei siano \u201cdiversi\u201d di fronte alla legge in funzione del territorio in cui risiedono.<br>Ed implica una politica comune nei confronti dell&#8217;immigrazione, perch\u00e9 la libera circolazione delle persone impone a TUTTI i territori europei regole ferree e strumenti idonei a fronteggiare il fenomeno dei nostri tempi, un fenomeno che va governato insieme, per evitare che diventi distruttivo.<br>Va invece ridimensionata l&#8217;ARMONIZZAZIONE delle regole in numerosi altri campi della vita economica e civile comunitaria laddove interferiscono con l&#8217;autonomia e la specificit\u00e0 dei territori.<br>Popoli liberi in una libera Europa. Popoli sovrani in un&#8217;Europa federale, sovrana nel suo insieme, nei confronti del resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE DIFFERENZE POLITICHE E LE FORME DELLA DEMOCRAZIA<\/strong><br>Occorre ricordare che i popoli europei sono, ciascuno al suo interno, politicamente divisi, sul piano ideologico. La politica si esprime attraverso diverse visioni del mondo, di estrazione cristiana, marxista, socialdemocratica, liberale \u2026<br>Il peso delle varie componenti \u00e8 diverso nei diversi territori. Il governo della futura Federazione dei popoli europei presenta un problema di rappresentanza, perch\u00e9 il Parlamento comunitario deve essere espressione rappresentativa di tutti i diversi popoli europei e le singole espressioni politiche territoriali non sono facilmente assimilabili tra loro, in quanto espressione di politiche locali.<br>Ma una NUOVA EUROPA FEDERALE \u00e8 chiamata ad esprimere il governo dei soli pochi elementi a carattere federale, come politica monetaria, difesa, politica estera, giustizia, immigrazione.<br>Anche su questi pochi temi \u00e8 possibile dividersi, ma solo su questi \u00e8 pensabile che si possano formare delle aggregazioni politiche sovra territoriali che esprimano una propria visione comune, con formazioni politiche interamente distinte da quelle che guardano ai singoli territori.<br>Occorre sottolineare che pensare ad una vera EUROPA UNITA su base federale significa andare oltre gli attuali meccanismi di rappresentanza europea costituiti dalla Commissione e dal Parlamento europeo eletto attraverso dei raggruppamenti ideologici un poco forzosi (PPE, PSE, ALDE ed altri). <br>Occorre rifondare la rappresentanza politica europea su basi nuove, con formazioni politiche di respiro europeo aggregate in base ad una visione indirizzata ai soli temi di competenza dell&#8217;Unione. <br>Non \u00e8 cosa facile, ma \u00e8 una strada obbligata, se si vuole avere un&#8217;unione coesa, rappresentativa del pensiero popolare europeo, con una rappresentanza concentrata nel suo Parlamento, abolendo l&#8217;attuale Commissione europea e sostituendola con un Governo ed una Presidenza europee funzionali ad uno stato federale, come la Svizzera.<br>Il Governo dell&#8217;Europa dei popoli non pu\u00f2 essere il prodotto delle scelte dei governi dei vecchi stati nazionali in obsolescenza, ma deve essere il risultato di una scelta popolare diretta, per quanto non facile, mirata a creare un Parlamento europeo autenticamente rappresentativo dei popoli d&#8217;Europa, a cui sia demandata la responsabilit\u00e0 della scelta dei suoi uomini migliori per il Governo e la Presidenza della Federazione dei popoli europei.<br>E&#8217; venuto il tempo del coraggio delle GRANDI SCELTE, non pi\u00f9 rinviabili. L&#8217;Unione Europea cos\u00ec come \u00e8 congegnata oggi non convince pi\u00f9 nessuno. Serve un cambio di passo, una SVOLTA EUROPEA, una rinuncia alla sovranit\u00e0 nazionale su pochi grandi temi comuni, ed un recupero di sovranit\u00e0 su tanti altri di cui adesso l&#8217;Unione si occupa a sproposito.<br>Ed occorre superare definitivamente l&#8217;Europa del DEBITO, con una coraggiosa operazione di ristrutturazione del debito degli stati membri, istituendo l&#8217;obbligo per gli stati di potersi indebitare solo e soltanto con la Banca Centrale Europea, con funzioni rinnovate di autentica Banca centrale della Federazione.<br>Gli europei debbono abbandonare definitivamente l&#8217;idea che si possa vivere a debito.<br>Il credito bancario deve tornare ad essere un rapporto diretto tra banche, cittadini ed imprese.<br>Non deve pi\u00f9 esistere un rapporto di debito\/credito tra banche e Pubblica Amministrazione.<br>La Pubblica Amministrazione in Europa deve spendere i soldi che ha, non quelli che NON ha, e se di credito c&#8217;\u00e8 bisogno per finanziare opere infrastrutturali, ma solo quelle, non la spesa corrente, lo si faccia attraverso BCE, la sola istituzione bancaria europea autorizzata a battere moneta.<br>La Pubblica Amministrazione dispone della fonte di reddito fiscale, e su quella soltanto deve basare la sua capacit\u00e0 di spesa. Una tale impostazione fa cadere automaticamente ogni possibile conflitto tra il governo centrale europeo e gli stati sul rapporto debito\/PIL e sul rientro del debito pubblico.<br><br>Ing. Franco Puglia<br>28 Marzo 2017<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per altre informazioni accedere al seguente LINK:https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1S7-m1t_5JUfUu7rRwYinQ84nGfzdYAww?usp=share_link MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE DELL&#8217;UNITA&#8217; EUROPEA IL DATO&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/766"}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/766\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}