{"id":334,"date":"2023-01-16T17:40:19","date_gmt":"2023-01-16T17:40:19","guid":{"rendered":"https:\/\/svoltaeuropea.it\/?page_id=334"},"modified":"2023-02-05T17:53:59","modified_gmt":"2023-02-05T17:53:59","slug":"risorse-energetiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/?page_id=334","title":{"rendered":"RISORSE ENERGETICHE"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"654\" src=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Caro-energia-1024x654.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1412\" srcset=\"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Caro-energia-1024x654.jpg 1024w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Caro-energia-300x192.jpg 300w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Caro-energia-768x491.jpg 768w, https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Caro-energia.jpg 1352w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per altre informazioni accedere al seguente LINK:<br><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1PRm1qoiHDnbcGW2IR8tSGnrfEwh5ZXZB?usp=share_link\">https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1PRm1qoiHDnbcGW2IR8tSGnrfEwh5ZXZB?usp=share_link<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impiego delle fonti di energia \u00e8, da sempre, in epoca moderna, oggetto di acceso dibattito, in relazione ai costi dell\u2019energia (termica, elettrica, per autotrazione, ecc) ed al suo impatto ambientale, ma anche in merito all\u2019origine delle fonti energetiche, carbone e petrolio in particolare, sia in termini di metodi di estrazione (miniere di carbone, trivellazioni marine, sversamenti di petrolio) che in termini geopolitici (nazionalit\u00e0 dei fornitori). Per non parlare del nucleare, bandito in Italia, per i presunti pericoli derivanti dalla presenza di centrali nucleari sul territorio oltre che per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.<\/p>\n\n\n\n<p>In anni pi\u00f9 recenti l\u2019orientamento europeo verso la produzione di energia si \u00e8 mosso in maniera consistente verso le cosiddette fonti rinnovabili, essenzialmente pannelli solari e pale eoliche, non dimenticando, tuttavia, l\u2019esistenza di fonti idrauliche (bacini idroelettrici) e, in misura minore, di fonti geotermiche (Larderello, Pozzuoli), senza contare altri sistemi rimasti per lo pi\u00f9 allo stato progettuale ma mai diffusi (sfruttamento delle maree, geotermia a bassa temperatura con pompe di calore, ecc).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1973, a seguito della guerra del Kippur tra arabi ed israeliani, i paesi arabi associati all\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Organizzazione_dei_Paesi_esportatori_di_petrolio\">OPEC<\/a>&nbsp;(l\u2019organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) decisero di sostenere l\u2019azione di Egitto e Siria tramite robusti aumenti del prezzo del barile ed embargo nei confronti dei paesi maggiormente filo-israeliani. Le misure dell\u2019OPEC condussero ad una impennata dei prezzi e ad una repentina interruzione del flusso dell\u2019approvvigionamento di petrolio verso le nazioni importatrici. La crisi pose fine al ciclo di sviluppo economico che aveva caratterizzato l\u2019Occidente negli anni cinquanta e sessanta. Pesanti furono le conseguenze dell\u2019Austerity sull\u2019industria, che per la prima volta si trov\u00f2 costretta ad affrontare il problema del risparmio energetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, a quasi 50 anni di distanza, questa situazione si \u00e8 ripresentata, aggravata dal conflitto russo-ucraino, anche se le tensioni al rialzo sui prezzi di queste materie prime fondamentali precedono l\u2019inizio del conflitto, che ha aggravato la situazione a causa delle sanzioni occidentali alla Russia e delle ripercussioni che queste hanno avuto sui prezzi delle materie prime nel mondo, ma, in particolare, alla Borsa di Amsterdam, a cui fanno riferimento i fornitori europei per il mercato interno.<br>Quali misure dovrebbe prendere l\u2019Europa per affrontare una situazione che appare molto pi\u00f9 grave di quella del 1973 ? La situazione \u00e8 molto seria, ed \u00e8 stata sin qui affrontata in maniera dilettantesca, almeno per quanto \u00e8 dato di vedere e comprendere all\u2019uomo della strada, in base alle informazioni che circolano. Ma andiamo per ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>1. La pressione iniziale sui prezzi delle materie prime energetiche dipende dalla ripresa della domanda energetica dopo la pausa produttiva determinata dalla pandemia di Covid 19, con conseguente crollo dei consumi e quindi anche di molte produzioni industriali. Con il sensibile rallentamento della diffusione del virus e la ripresa dei consumi, l\u2019offerta energetica, forzatamente contratta, si \u00e8 ritrovata inferiore alla domanda, determinata dalla ripresa economica, e questo ha pompato inflazione energetica, e quella di ogni merce o servizio correlato.<\/p>\n\n\n\n<p>2. Esiste una discrasia, che va spiegata, tra il prezzo delle materie prime energetiche di maggior impiego, gas naturale e petrolio, se trattato alla borsa di Amsterdam oppure a quella di Londra o di New York. Non so altrove. Vediamo come si sono mossi i prezzi del gas naturale, che \u00e8 il principale imputato dei rincari, anche a causa del calo di forniture provenienti dalla Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 28.12.2020 il gas quotava alla borsa di N.Y. 2.533 $\/mMBTU pari a 8,64 $\/Mwh<br>Il 27.12.2021 quotava 3.699 $\/mMBTU pari a 12,62 $\/Mwh mentre alla borsa di Amsterdam il TTF (cos\u00ec viene denominata la quotazione) era a 110,12 \u20ac\/Mwh<br>Il 04.09.2022 siamo arrivati a 7.855 $\/mMBTU, pari a 26,80 $\/Mwh laddove il TTF ha raggiunto i 222,54 \u20ac\/Mwh, ed oggi oscilla attorno ai 200 \u20ac\/Mwh. 1 mMBTU = 293,07 kwh<\/p>\n\n\n\n<p>Le principali borse di negoziazione del gas naturale sono :<\/p>\n\n\n\n<p>NYMEX : la borsa di New York<br>NBP: la borsa di Londra che quotava 27,44 \u20ac\/Mwh (settembre 2022)<br>TTF : la borsa di Amsterdam che quotava 2,379 \u20ac\/smc (agosto 2022) 222,54 \u20ac\/Mwh<br>PSV (punto virtuale di scambio): Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Da rilevare che il prezzo ARERA (l\u2019autorit\u00e0 italiana che regola il mercato del gas, ma solo per i privati con contratti a maggior tutela) quota prezzi del gas naturale tra 0,85 e 1,2 \u20ac \/ smc, 1,08 \u20ac\/smc nel settembre 2022. 1 smc si traduce in 10,69 kwh, quindi il prezzo \u00e8 0,1010 \u20ac\/kwh, cio\u00e8 101,02 \u20ac\/Mwh.<\/p>\n\n\n\n<p>In pratica la met\u00e0 del prezzo di Amsterdam.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte:&nbsp;<a href=\"https:\/\/finanzadigitale.com\/\">https:\/\/finanzadigitale.com<\/a>&nbsp;<a href=\"https:\/\/luce-gas.it\/\">https:\/\/luce-gas.it\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Olanda, grazie ai suoi giacimenti di gas naturale, ha utilizzato per prima tra i paesi europei, il gas come combustibile, sviluppando cos\u00ec un&nbsp;<strong>vero e proprio mercato all\u2019ingrosso<\/strong>. Unendo poi la posizione geografica centrale tra la Norvegia e l\u2019area centro-europea composta da Germania, Francia e Gran Bretagna, l\u2019Olanda si \u00e8 potuta sviluppare come&nbsp;<strong>snodo centrale per i transiti gas pipeline&nbsp;<\/strong>tra i principali paesi europei. Motivo per cui il TTF \u00e8 divenuto il mercato gas pi\u00f9 sviluppato a livello europeo e principale punto di riferimento per il prezzo dei mercati vicini o collegati, come appunto l\u2019Italia. Le dinamiche del mercato che incidono sui prezzi del TTF vanno cos\u00ec a&nbsp;<strong>ripercuotersi sul nostro PSV<\/strong>, cio\u00e8 sul prezzo della distribuzione in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>3. A questo punto noi ci troviamo di fronte ad una guerra dell\u2019energia da combattere su pi\u00f9 fronti:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Dobbiamo svuotare la bolla speculativa del mercato di Amsterdam, tenendo presente tuttavia che i prezzi quotati al Nimex di N.Y. o allo NBP di Londra non sono prezzi al rubinetto di erogazione a destinazione, ma prezzi all\u2019origine, per un gas che va liquefatto, poi trasportato ad un rigassificatore a destinazione e quindi distribuito. Significa costi, che non so quantificare.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Dobbiamo rivedere per intero la politica energetica europea, destituendo il gas naturale dalla sua posizione sovrana rispetto ad altre fonti, in quanto strettamente legato alla presenza dei gasdotti, che non superano le distanze oceaniche e determinano un cordone ombelicale tra paesi utenti e paesi fornitori, in genere politicamente poco affidabili, TUTTI, nessuno escluso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo quindi riconsiderare, SUBITO, l\u2019impiego di petrolio e carbone, che l\u2019Europa ha voluto accantonare perch\u00e9 considerati inquinati e produttori di quella CO2 a cui viene attribuito il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici, e forse va ripensato l\u2019impiego dell\u2019energia nucleare di nuova generazione, anche se si tratta di prospettive non immediate, visti i tempi necessari per la costruzione delle centrali.<\/p>\n\n\n\n<p>c) Dobbiamo costruire a tempo di record dei rigassificatori per poter approvvigionare gas liquefatto a da qualsiasi fonte di approvvigionamento, anche lontana, con trasporti via nave.<\/p>\n\n\n\n<p>d) Dobbiamo sfruttare a fondo, subito, tutte le fonti di gas a nostra disposizione, a partire da quelle nel mare Adriatico, e dobbiamo costruire nuovi inceneritori di rifiuti, denominati termo valorizzatori, perch\u00e9 i rifiuti sono un combustibile come altri, e se \u00e8 vero quanto certificato da ARPA sulle emissioni in atmosfera degli inceneritori che gi\u00e0 abbiamo, allora la raccolta differenziata dei rifiuti, quando siano combustibili, diventa assurda, perch\u00e9 i rifiuti sono sostitutivi di petrolio, carbone o derivati della legna come i pellets, questi si, molto inquinanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Io devo credere a quanto mi hanno mostrato i gestori di questi impianti, che sono sotto il controllo di ARPA, oppure ARPA \u00e8 complice di una truffa nazionale, cosa poco credibile. Detto questo, come facciamo a tradurre in concreto queste strategie? Di fronte a noi abbiamo un NEMICO, che non \u00e8 tanto il caro energia quanto la rigidit\u00e0 ideologica di larga parte della politica, italiana ed europea, oltre al groviglio di interessi consolidati attorno alla gestione delle fonti energetiche.<br><br>La prima cosa da fare \u00e8 cercare di sgonfiare il mercato di Amsterdam. Visto che operiamo in condizioni di libero mercato, il solo modo \u00e8 ridurre drasticamente la domanda di gas naturale oppure mettere in atto una credibile strategia europea che porti ad una riduzione di consumi di gas nel breve-medio periodo, facendo intendere che gli stati orienteranno i consumi energetici verso un mix di altre fonti, abbattendo i consumi di gas in transito da Amsterdam, a partire dal gas russo, ma non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa lo sviluppo di altre fonti di energia i problemi non sono pochi; vediamoli in ordine:<\/p>\n\n\n\n<p>1. Una ripresa di consumo del carbone presenta dei vantaggi, per certi aspetti, ma anche molti problemi:<br>a) l\u2019estrazione del carbone dalle miniere \u00e8 socialmente mal digerita, per le condizioni di lavoro dei minatori ed i rischi di incidenti gravissimi (la formazione di grisou (CO) con avvelenamento degli operai e rischio di esplosioni).<br>b) Il carbone presenta il vantaggio della facile trasportabilit\u00e0, ma \u00e8 difficile impedire che durante la manipolazione venga rilasciato pulviscolo in aria, non propriamente salutare (vedi acciaierie, come Taranto). Bruciare carbone \u00e8 teoricamente meno inquinante che bruciare petrolio, a condizione di abbattere in maniera totale i prodotti della combustione, cio\u00e8 ossido di carbonio (CO) che si pu\u00f2 bruciare in un post combustore, e polvere di carbonio, ma abbattendo anche l\u2019anidride solforosa (SO2) dovuta alla presenza dello zolfo. In linea teorica \u00e8 meno inquinante che bruciare petrolio o derivati del legno (pellets) che restituiscono all\u2019atmosfera anche i prodotti aromatici presenti nel legno, che non vengono interamente decomposti. Questi derivati del legno, inoltre, vengono in genere impiegati in totale assenza di filtri di abbattimento sui fumi, e quindi \u2026<br>c) Trasformare una centrale termica che brucia gas o petrolio in una centrale a carbone non \u00e8 semplice come bere un bicchiere d\u2019acqua, anche se tutto si pu\u00f2 fare; richiede tempo, che non abbiamo, perch\u00e9 abbiamo necessit\u00e0 urgenti.<\/p>\n\n\n\n<p>2. Per quanto attiene al petrolio, possiamo potenziare lo sfruttamento delle centrali che ancora lo impiegano, se hanno ancora capienza energetica, e si potrebbero anche trasformare alcune centrali che bruciano gas in centrali che brucino petrolio. Si debbono modificare alcuni impianti ma \u00e8 cosa di pi\u00f9 rapida attuazione. In questo caso, per\u00f2, vanno aggiunti sistemi di trattamento e controllo dei fumi che sono meno indispensabili nelle centrali a gas naturale, che produce meno inquinanti.<br>L\u2019ostacolo principale, secondo me, sta nella pubblica opinione, e di conseguenza nella politica, che sono state condizionate all\u2019impiego dei combustibili leggeri demonizzando quelli pi\u00f9 pesanti, come nel caso dell\u2019autotrazione, con la guerra ai motori diesel, sostituiti dai soli motori a benzina, solo elettrici o misti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa componente \u201cpsicologica\u201d, ma che sottende ormai anche interessi economici miliardari, \u00e8 davvero molto pesante, perch\u00e9 largamente diffusa, erede della guerra, ormai multidecennale, ai signori del petrolio, un tempo le famose \u201csette sorelle\u201d, determinata da ragioni politiche ed ideologiche e giustificata dall\u2019impatto ambientale sui mari (sversamenti petroliferi per incidenti diversi) prima che, vista l\u2019insufficienza di queste motivazioni, alcuni ricercatori non cavalcassero la tigre dei cambiamenti climatici, oggettivi e visibili, attribuendoli alla combustione dei derivati del carbonio ed alla crescente introduzione di CO2 in atmosfera. Questa tesi \u00e8 diventata un dogma indiscusso a livello internazionale e nessuno osa tentare di confutarlo, pena il discredito. Si tratta di un FALSO di dimensioni colossali, sotto il profilo scientifico, ma nessuno vuole aprire gli occhi ed anche chi sa come stanno le cose non si azzarda ad alzare la voce, perch\u00e9 viene messo all\u2019indice e ridicolizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>3. Un combustibile ignorato come tale, invece, sono i rifiuti urbani, quelli combustibili, a base di plastica, carta ed altri prodotti carboniosi, non metallici. Se \u00e8 vero, e pare che lo sia, che dai camini dei nostri termo valorizzatori esce praticamente aria pulita, dopo abbattimento di tutti gli inquinanti, cosa certificata da ARPA, che \u00e8 il nostro ente pubblico di riferimento per il controllo dell\u2019inquinamento, anche quello da polveri sottili delle grandi citt\u00e0, allora non si comprende su quali basi continuare a frapporre ostacoli alla costruzione e dislocazione di nuovi termo valorizzatori, modificando radicalmente la raccolta differenziata dei rifiuti e bruciando tutto quello che i forni possono bruciare, trasformando l\u2019energia prodotta in vapore e poi in energia elettrica.<br>Per inciso, le cosiddette \u201cfonti rinnovabili\u201d, che poi sono soltanto quelle eoliche e solari, producono energia elettrica, come quelle idroelettriche. Orientare il consumo di energia verso sorgenti elettriche, cosa che fa parte delle attuali strategie di sostenibilit\u00e0 ambientale, lascia una porta spalancata verso qualsiasi altro sistema in grado di produrre energia elettrica, a condizione che questo mercato venga ben distinto da quello della produzione di energia termica diretta (gas, petrolio, carbone) e venga congegnato in modo tale da stimolare una concorrenza delle fonti orientata ad abbattere costi di produzione e prezzo di mercato.<br>La cosiddetta transizione energetica potrebbe anche passare da qui: nelle abitazioni civili non sarebbe difficile sostituire con una spesa sopportabile i normali radiatori a circolazione di acqua calda con radiatori a doppia funzionalit\u00e0, in cui gli elementi radianti possano essere riscaldati tanto dall\u2019acqua, prodotta da una centrale termica a gas o a gasolio, che da resistenze elettriche affogate nel corpo dei radiatori. Non \u00e8 semplice come dirlo, e radiatori di questo tipo vanno costruiti dai produttori, ma \u00e8 una strada perseguibile in tempi in biblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i ventil-convettori, disponibili da tempo sul mercato ed impiegati in prevalenza negli stabili con uffici, aiutano a massimizzare l\u2019efficienza termica, soprattutto in termini di percezione di calore da parte dell\u2019utente. Quindi ben venga una politica energetica, di cui si sta parlando, capace di separare nettamente i costi di distribuzione dell\u2019energia sotto forma elettrica o di idrocarburo, liquido, solido o gassoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ing. Franco Puglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per altre informazioni accedere al seguente LINK:https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1PRm1qoiHDnbcGW2IR8tSGnrfEwh5ZXZB?usp=share_link L\u2019impiego delle fonti di energia \u00e8, da sempre,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=334"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/334\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1413,"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/334\/revisions\/1413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.svoltaeuropea.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}